Olimpia Hruska
L'isola che c'è

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L’Ostrov è un Dio minore
Ostrov è il nome dato a un terreno in alto dei pendii che vanno al mare verso sud-ovest,
alle spalle di Massa Marittima in alta Maremma. E' un luogo boscoso e ventoso.
l bosco è un luogo in cui la realtà convenzionale perde la sua stabilità, d'altra parte l'inesorabilità della natura con i suoi cicli implacabilmente ricorrenti, risulta attenuata nel bosco, lontano com'è dalle coltivazioni. Ma la natura non è una norma; dobbiamo chiederci per cosa lottiamo e trovare il modo di arrivarci.
Così un bosco, mero habitat sulla costa tirrenica con flora e fauna mediterranea, da tempo abbandonato, sta diventando un parco. I sentieri scavati nel folto della macchia a tratti inestricabile, pulita o diradata, collegano un mondo, spazi di significati, scenografie.
Alberi secolari hanno ritrovato il loro spazio, sono tornati gli impollinatori.
Sui percorsi nessuno, fuggevoli apparizioni di daini e cinghiali.
Vogliamo solo salvare e conservare, trasformando situazioni per accentuare la scenografia immaginabile.
La differenza tra un bosco e un parco è che nel secondo non ci troviamo mai di fronte alla natura, ma sempre immersi in essa.
Una scoscesa e sassosa uliveta, ai margini del bosco, convive ora con un giardino, una limonaia, una carciofaia, fichi antichi, alberi da frutto.
Senza bisogno di inseguire una natura lontana o di sorprendere con le dimensioni del progetto, una proposta di modo di vita che oggi è attuabile. Una proposta di come disporre del proprio tempo/spazio più liberamente, cioè più personalmente. Ovvero come inventarsi prerogative ed ozi ma anche mansioni, dei compiti e un rigore per affermare la propria identità.
Vediamo la tristezza dell’abbandono di spazi confinanti, si intravedono ricordi di operosità ormai dimenticate. Indifferenza o incapacità di concepire e salvare il bello che potrebbe dare visibilità e frequentazione ad un territorio attualmente invisibile.